La Bandiera di Dreamland
Dreamland ha adottato il simbolo della Bandiera dei Tre Draghi della millenaria città celtica di Rama. Giancarlo Barbadoro ha riscoperto questo antico mito negli anni ’70 dopo un buio che durava da almeno un secolo.
Grazie alle sue scoperte è stato possibile comporre una mappatura dei siti megalitici che facevano parte della città millenaria, fino alla scoperta delle Mura di Rama che hanno portato il mito nella Storia confermando così la validità delle sue ricerche.
La “Bandiera dei Tre Draghi” riporta il tema di un antico drappo tradizionale che si riferiva alla saga di Fetonte e della città megalitica di Rama, la città fondata intorno allo Stone Circle fatto erigere dal dio disceso dal cielo in tempi remoti in quella che è l’attuale Valle di Susa. La cultura di Rama si è estesa in tutto il Nord del Piemonte, comprese le Valli di Lanzo dove attualmente sorge Dreamland. Proprio nel territorio di Dreamland le antiche Famiglie Celtiche mantenevano viva la città di Rama con celebrazioni che ne ricordavano il mito. È storicamente accertato che proprio in questa zona vivesse l’antica comunità celtica dei Ramat.
La Bandiera riveste molteplici significati che vengono espressi dai simboli che reca.
I tre draghi rappresentano il Triskel celtico nell’interpretazione di passato, presente e futuro riferito al dio del tempo Taranis.
Simboleggiano anche la ternarietà dell’individuo, corpo, mente e spirito. I tre draghi indicano anche i tre principi morali dell’antico sciamanesimo druidico: Shali (fratellanza), Atabi (libertà) e Sharka (gioia di vita realizzata nella conoscenza del tutto).
I tre draghi simboleggiano inoltre il “No-tah”, l’antico sigillo mistico della Kemò-vad, la meditazione praticata dallo sciamanesimo druidico e legata al mito del Graal e di Fetonte. Esprimono il significato del “vuoto” e del “pieno” uniti nell’equilibrio dell’armonia dello Shan. Ricordano anche le tre ere vissute nel tempo dalla città di Rama così come sono ricordate dalle Famiglie Celtiche nel loro contesto storico e nelle sue progressive ricostruzioni.
Il colore blu di fondo simboleggia il cielo stellato che porta l’individuo all’ispirazione del proprio incontro con il Mistero. Le quattro bande di colore bianco, segno di purezza morale, esprimono il mito del Graal nel simbolismo del “Tai Shan”, il Libro della Natura dell’antico sciamanesimo druidico, e della conoscenza dell’Hatmar, la “ruota forata” di Fetonte.
La “Bandiera dei Tre Draghi” è stata adottata dall’Ecovillaggio di Dreamland che si coniuga spiritualmente con la Terra Sacra di Shanland.
La Ruota Forata
Secondo le leggende druidiche il mito di Fetonte va interpretato come un’antica conoscenza proveniente da “fuori” del pianeta. Fetonte sarebbe disceso nei territori a Nord del Piemonte e avrebbe lasciato agli uomini una grande Ruota d’Oro forata contenente tutta la sua conoscenza.
In seguito, la civiltà nata dal mito di Fetonte avrebbe costruito una grande città ciclopica, la mitica città di Rama. Molte sono le tracce che questa cultura megalitica ha lasciato nei nostri territori. Soprattutto le numerose ruote solari disseminate nelle valli del Piemonte nonché in tutto il mondo, a celebrare la ruota d’oro di Fetonte.
Giancarlo aveva un progetto: erigere una ruota forata all’ingresso di Dreamland, come da antiche usanze delle nostre valli, in cui la ruota forata viene messa davanti alle abitazioni per protezione e buon auspicio per gli ospiti. La ruota forata è un antichissimo simbolo presente in tutte le culture dei Popoli naturali ed è riferito all’evento che nel lontanissimo passato avrebbe segnato profondamente l’umanità: il regalo di Fetonte agli uomini (ricordato anche nel mito del Graal). Il progetto è stato realizzato: un’antica pietra, delle dimensioni di mt. 1,20 di diametro e del peso di due quintali e mezzo, è arrivata a Dreamland per percorsi fortuiti. Ha almeno 600 anni, proveniente dai territori dell’alta Valle di Susa, costituita da gneiss locale, pirite e quarzo.
Questa composizione la fa brillare al sole.
Ancora oggi, nelle culture dei Popoli naturali di tutto il pianeta, dai Celti ai Nativi Americani, dagli Aborigeni Australiani ai Nativi Africani, questo simbolo è legato a significati profondamente mistici che manifestano un significato cosmologico e una via spirituale.
Il Nemeton
In una delle radure di Dreamland è stato realizzato un Nemeton in onore di Giancarlo Barbadoro.
Il “Nemeton”, nel suo significato celtico, è la Natura vista come il teatro dell’individuo, uno scenario vivo in cui l’individuo e la natura diventano la stessa cosa. Il Nemeton è un santuario naturale, il “giardino sacro” dei druidi dove avveniva il processo alchemico dell’individuo in cui realizzare una guarigione da tutti i conflitti psicologici e trovare la propria vera natura interiore in armonia con l’ambiente globale.
Nel Nemeton avveniva anche la formazione degli sciamani per coloro che sentivano il richiamo del trascendente.
Il Nemeton di Dreamland è stato realizzato con la collocazione di un grande Menhir, scelto precedentemente da Giancarlo stesso per utilizzi terapeutico-spirituali quando era in vita. Per realizzare il Nemeton il menhir è stato eretto nel boschetto scelto, all’interno di un piccolo cerchio di pietre. Intorno sorgono alberi di betulle ai cui rami vengono appesi dei nastrini in una sorta di sacrificio e richiesta di aiuto agli antenati.
Dopo la costruzione del Nemeton si sono verificati alcuni fatti sorprendenti, come l’improvvisa quanto repentina visita di migliaia di libellule proprio sopra il santuario, o le nubi che sono comparse sempre sopra il boschetto, nella formazione di un grande drago.
Il Nemeton dedicato a Giancarlo è un luogo spirituale in cui trovare ispirazione a contatto con il ricordo del fondatore di Dreamland.
La Targa del Cerchio di Pietre
Lo Stone Circle di Dreamland è stato realizzato su progetto di Giancarlo Barbadoro con l’intento di dare continuità all’antica Tradizione dello Sciamanesimo Druidico nella terra sacra della Città di Rama. La cultura dei Celti a cui è ispirato aveva un profondo riferimento nella Natura, quest’ultima intesa non solo come manifestazione di eventi ambientali ma anche come espressione di un mistero di valore mistico.
Il luogo dove sorge il Cromlech ha una sua storia e la scelta non è avvenuta a caso. Secondo la narrazione degli Anziani, in un luogo situato a nord dell’attuale Parco della Mandria esisteva un grande albero sacro secolare, posto al centro di una radura, che era considerato il centro della terra sacra su cui viveva l’antico clan dei Ramat. Si legavano alla sua cima lunghi nastri colorati che venivano tenuti in basso in una mano da uomini e donne che danzavano in cerchio fino ad intrecciare i nastri. Furono gli Anziani di due Famiglie Celtiche a indicare il luogo dove sorge attualmente il Cerchio di Pietre. Alcuni segni naturali confermarono il centro “magico” intorno al quale si sarebbe dovuto costruire lo Stone Circle.
Per questo motivo era doveroso ricordare questo progetto con una targa dorata che porta incise le parole: “Stone Circle di Dreamland, realizzato su progetto di Giancarlo Barbadoro con l’intento di dare continuità all’antica Tradizione dello Sciamanesimo Druidico nella terra sacra della Città di Rama, Dicembre 1999”.
La Porta Alchemica
La Porta Alchemica di Dreamland, nata da un’idea di Giancarlo Barbadoro, costituisce la rappresentazione simbolica del percorso evolutivo dell’individuo, la realizzazione della Grande Opera secondo il linguaggio alchemico, verso la scoperta del Trascendente, attraverso l’osservazione e l’interpretazione dei principi archetipali della Natura.
La Porta è stata realizzata ispirandosi alla cosiddetta “Porta Magica” di Roma, resto archeologico situato nel luogo dove intorno al 1650 si trovava la Villa del Marchese di Palombara, noto alchimista e membro della società iniziatica dei Rosacroce.
La Porta costituiva l’ingresso del laboratorio alchemico del marchese che decise di lasciare un segno delle sue ricerche incidendo sulla soglia, sugli stipiti e su un rosone, una serie di simboli e iscrizioni del linguaggio alchemico che descrivevano la Grande Opera a cui si dedicava.
Nell’alchimia la Grande Opera rappresenta il percorso iniziatico che conduce l’alchimista alla realizzazione della Pietra Filosofale, una metafora per definire la sua realizzazione spirituale, la conquista del Graal dei Cavalieri della Tavola Rotonda, secondo la mitologia medievale.
Il compimento della Grande Opera si articola in tre fasi consequenziali, che nella Porta Alchemica si leggono a coppia progressivamente dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra: Nigredo, Albedo, Rubedo.
Rappresentano la trasmutazione della materia in spirito, ovvero l’evoluzione spirituale dell’individuo ottenibile con la meditazione.
L’Alchimia, o “Arte Regia”, deriva dall’ermetismo e non è certamente un fenomeno esclusivo della cultura medioevale, ma affonda le sue radici in un passato ben lontano, che deriva dallo Sciamanesimo Druidico e dal dono che, secondo il mito, Fetonte fece all’umanità.